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Nel mondo della programmazione non ci sono strade sbarrate

Ciao, presentati 

"Ciao, mi  chiamo Stefano, ho 36 anni e lavoro a Londra dal 2010 come software developer."

Cosa facevi in Italia?



"Ho iniziato a lavorare nel 2006, a Roma, per una società di consulenza, in seguito ho lavorato al Ministero degli Affari Esteri e all' INPS."

Qual'è stato il motivo che ti ha spinto ad andare via dall'Italia?

"Il motivo principale è stato che sapevo che all'estero c'era una remunerazione maggiore,specie a Londra, ma la decisione è stata presa anche da altre motivazioni personali nonchè dalla volontà di intraprendere un viaggio come questo. Diciamo che l'idea mi affascinava."

Perchè hai scelto proprio Londra?

"Il vero obbiettivo era l'Australia. La sorella di mia moglie vive a Perth, quindi avevamo già a disposizione un contatto; il problema maggiore però era la barriera linguistica: nè io nè mia moglie conoscevamo bene l'inglese. Alla fine entrambi abbiamo fatto dei corsi e abbiamo scelto Londra come una meta che ci permettesse di migliorare la lingua."

Per quanto riguarda permessi, visti, documentazioni varie, hai dovuto fare qualcosa?

"Essendo ancora l'Inghilterra parte dell' UE non ho avuto bisogno di alcun visto o permesso. L'unica documentazione fatta per poter lavorare è stata quella relativa al NIN (National Insurance Number)* simile al codice fiscale, che ti permette di avere un contratto di lavoro e di pagare le tasse. Il contratto di lavoro lo si può avere anche senza il NIN (essendo una procedura che richiede del tempo), ma, ovviamente, ti ritrovi così a dover pagare il massimo delle tasse, anche se successivamente ti vengono rimborsate una volta che il NIN ti arriva. "

Come hai trovato lavoro? Qualche contatto? O tramite un portale di ricerca?

"No, non avevo nessun contatto li. Ho iniziato a formare il mio network una volta arrivato, il che si è rivelato utile per trovare il lavoro che svolgo attualmente. Trovai il mio primo impiego su Gumtree, sito che ti consente di metterti in contatto direttamente con l'azienda stessa. Tramite questo motore di ricerca, infatti, riuscii a sostenere e a passare due colloqui di lavoro: uno a Camden Town e l'altro nella City di Londra. Alla fine optai per il posto che offriva meno da un punto di vista economico, addirittura i primi tre mesi li ho fatti come stagista (senza stipendio), ma che per quanto riguardava le tecnologie utilizzate si avvicinava maggiormente a quello che era il mio profilo. Il primo periodo è stato difficile, non lo nego, ma il mio obbiettivo principale era stare li per imparare l'inglese, non mi importava di tutto il resto. Successivamente tramite un mio amico italo-brasiliano venni a conoscenza di un posto di lavoro di maggior rilievo, feci il colloquio, lo passai ed entrai in quest'azienda per cui tutt'oggi lavoro."

Cosa ne pensi delle persone e del posto in cui vivi?

"E' difficile affrontare l'argomento. Ti parlo per mie piccole esperienze personali: io durante la settimana lavorativa vado a lavoro, ho i miei amici-colleghi di lavoro con cui passo volentieri il tempo, ma non appena si arriva al weekend tendo a nazionalizzarmi e a cercare la compagnia di amici italiani. Tutto questo, però, è legato a me e al mio stile di vita: per quello che mi riguarda infatti posso dirti che siamo diversi, oserei dire incompatibili sotto certi aspetti. Per loro non esiste il pranzo tutti insieme o l'andare a mangiare una pizza la sera, sono molto radicati nella loro cultura; in alcuni casi mancano proprio dei punti di incontro che rendono difficile relazionarsi."

C'è qualcosa che ti manca dell'Italia?

"Beh sicuramente mi mancano le persone: i miei amici e la mia famiglia. Potrei aggiungere il clima anche se non sono molto convinto, perchè andare a lavoro con la pioggia o con 40 gradi non è il massimo in nessuno dei due casi..."

Cosa consigli a chi vuole venire a lavorare e a vivere a Londra?

"Per esperienza personale posso dirti che, chiaramente, prima si sceglie di andare all'estero e meglio è: se sei giovane, a livello mentale, è più facile studiare e fare propria una lingua straniera. Non bisogna però abbattersi anche se si è avanti con l'età. Ho conosciuto persone che hanno fatto questo salto a 50 anni, il segreto è semplicemente tentare; soprattutto nell'ambiente dell'IT (information tecnology) non ci sono strade sbarrate, l'unico ostacolo è la lingua. Un altro consiglio che mi sento di dare è che se si vuole emigrare a Londra e si cerca un lavoro nell'ambito dell'informatica, conviene farlo in primavera, verso Aprile, perchè coincide con la fine dell'anno finanziario ed è il periodo in cui vengono stipulati nuovi contratti e c'è più richiesta. Oltre a questo, passare il proprio tempo in giro per occuparsi delle prime necessità (comprare casa, aprire un conto in banca, ecc...) diventa più facile con un clima mite. Può sembrare assurdo, lo so, ma in situazioni di difficoltà come questa può fare davvero la differenza."


Ringrazio Stefano per il tempo e la disponibilità date concedendomi un'intervista. Mi auguro che, chiunque abbia Londra nei propri progetti per il futuro, possa trarre da questo post un po' di motivazione e qualche consiglio utile. A presto,

Valerio


Vuoi raccontarmi la tua esperienza? Scrivimi a valeriovalente96@gmail.com





*per chi fosse interessato, lascio qui il link relativo ai dettagli sul NIN, a cosa serve e come richiederlo:
 http://www.londraweb.com/national__insurance_.htm

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