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Sogno l'Irlanda, ma non voglio rinunciare ai miei amici a 4 zampe

Perchè lavorare in Irlanda? Ce lo spiega Giulia, ciao raccontaci la tua storia

"Ciao, mi chiamo Giulia, ho 40 anni e lavoro per un azienda americana a Galway, Irlanda. Nello specifico, mi occupo di order management*."

Di cosa ti occupavi in Italia? Qual'è stato il motivo che ti ha spinta ad andartene?

"In italia ero una ricercatrice nel campo della biologia molecolare, ma si trattava di un lavoro poco retribuito e a tempo decisamente più che determinato; così, a 35 anni, ho deciso che preferivo vivere e mi sono lanciata."

Come mai l'Irlanda?

"In realtà totalmente a caso: in Irlanda non c'ero mai stata, non la conoscevo e, Guinnes a parte, non ne sapevo nulla; non si è trattato nemmeno di lingua visto che già parlavo inglese, francese e spagnolo; se ti racconto come ho trovato questo lavoro, capirai quanto è stato casuale."

Quindi le lingue non rappresentavano un problema per te. Allora come hai ottenuto il posto?

"In pratica con un dottorato di ricerca in biologia molecolare, decisi di continuare gli studi e iniziai il terzo anno di medicina (mi passarono alcuni esami), sperando che con più qualifiche sarei riuscita a trovare lavoro. Per mantenermi gli studi, lavoravo in un call center, dove l'unico hobby che potevo permettermi, era un gioco di ruolo, uno di quelli online dove si fanno battaglie e cose così. Questo tipo di giochi, spesso ti mettono in contatto con giocatori da tutto il mondo e, infatti, sono stata contattata. Si trattava di una ragazza con cui iniziai a messaggiare e, parlando del più e del meno, finimmo sull'argomento lavoro. Io le raccontai la mia situazione e lei mi propose di provare a cercare lavoro da lei, in Irlanda, perchè a detta sua, c'erano tanti italiani e la domanda era alta. Mi mandò un link di monster (motore di ricerca del lavoro), dove cercai la parola 'italian', mandai il curriculum alle aziende relative ai primi tre risultati usciti. Ricevetti da tutti una risposta via mail, solo con due aziende, però, sostenni un colloquio telefonico e  di persona, li in Irlanda, e alla fine ne passai uno dei due. Dopodiché tornai in Italia e cominciai ad organizzare tutto per la partenza."

Quanto tempo hai impiegato e cosa hai dovuto preparare?

"Ho impiegato circa due settimane. Le cose da preparare sono state tante, ma la più difficile è stata sicuramente il trasporto dei miei gatti."

Il trasporto degli animali in un altro paese è una tematica interessante. Come si procede in questi casi?


"Allora, prima di tutto devi sapere che non è una cosa facile e che le informazioni che sto per darti sono vecchie di 5 anni, magari nel frattempo la burocrazia è cambiata. Comunque, sicuramente il passaporto per animali è necessario ed è collegato al microchip che hanno gli animali di solito.  In più, se si vuole andare in Irlanda o in Inghilterra, essendo isole, è anche richiesto il vaccino per la rabbia, dopo un mese vanno fatte le analisi del sangue e vanno spedite a dei laboratori certificati che devono verificare che il vaccino abbia effettivamente avuto effetto; di questo, però, se ne occupa il veterinario. A quel punto, all'epoca, erano previsti sei mesi di quarantena, durante i quali ho dovuto lasciare i gatti in italia, e solo dopo li ho potuti portare in Irlanda. Per il trasporto, c'erano solo alcune compagnie che se ne occupavano, ad esempio Lufthansa, e il volo partiva esclusivamente da Francoforte, per cui prima bisognava arrivare li. L'alternativa era il traghetto, con o senza macchina, ma anche in quel caso, se non sbaglio, la partenza era esclusivamente da un altro paese, la Francia."

Dell'Irlanda che mi dici? Com'è il posto e come sono le persone?

"Il posto è bellissimo, c'è molto verde anche se il tempo non è un granché, ma non è pessimo... Le persone sono cordiali, aperte, specie nei pub dove si riesce a fare conversazione tranquillamente. Ci sono moltissimi immigrati, sia europei che non, e generalmente si finisce con il formare la propria cerchia di amicizia proprio con loro. Per il resto l'Irlanda è un paese che trasmette una stabilità economica, nonostante la crisi che hanno passato e che, in teoria, è ancora presente. L'impressione che viene data però non è assolutamente quella di un paese in difficoltà, anzi! I servizi sono buoni, non posso lamentarmi e penso che, in generale, siano migliori di quelli italiani. L'unica pecca riguarda la sanità: qui prima di tutto c'è bisogno di un'assicurazione, anche se 99 volte su 100 te ne viene fornita  una dall'azienda per cui lavori. Il problema è che gli ospedali funzionano come quelli italiani, con tempi di attesa lunghissimi e c'è una mentalità di fondo che ricorda quella degli anni '50. Il medico decide per te e, dopo la visita, non ti dice nemmeno cosa ti ha diagnosticato; infine, le analisi del sangue non forniscono i parametri dettagliatamente, ma indicano semplicemente se sono presenti anomalie o meno. Le cliniche sono da sogno, per carità, anzi sembra di andare in crociera, ma questa cosa che il medico decide cosa dirti e cosa no mi mette a disagio." 

In generale cosa ti piace e cosa non ti piace?

"Mi piace il fatto che qui sia molto facile trovare un lavoro a tempo indeterminato e la possibilità che l'Irlanda offre di farti condurre una vita dignitosa. Quello che non mi piace, anche se è molto personale, è la durata eccessiva del sole l'estate. Praticamente c'è luce dalle 6 del mattino fino alle 11 di sera anche se è nuvoloso ed è una cosa che, se vai al mare con gli amici a fare serata non disturba, ma se lavori e hai bisogno di dormire o se hai un bambino piccolo può creare problemi."

Cosa consigli a chi vuole cercare lavoro in Irlanda?

"Prima di tutto consiglio, se non lo si ha già fatto, di aggiornare linkedin** e di metterlo in inglese. In caso di necessità, consiglio di accettare anche lavori un po' più umili (se se ne ha la possibilità, magari nel proprio settore), per cominciare, giusto per dimostrare, in seguito, di avere avuto già esperienze con il mondo del lavoro irlandese. I certificati di lingua inglese, invece, non mi sento di consigliarli perchè qui, a meno che non siate dei perfetti madrelingua, neanche li prendono in considerazione. L'inglese è necessario, è bene saperlo, ma non è assolutamente indispensabile. Io piuttosto che spendere un mese di tempo in corsi di inglese suggerisco, invece, un mese di lavoro da queste parti, giusto per imparare bene la lingua parlata, necessaria a sostenere un colloquio di lavoro."




Ringrazio Giulia per il tempo e la disponibilità. Spero che, se l'Irlanda è nei vostri progetti,  riuscirete a prendere qualche spunto già con questo post. Lascio a fondo pagina qualche link utile, a presto

Valerio


Vuoi raccontarmi la tua esperienza? Scrivimi a
 valeriovalente96@gmail.com



*L'order management è un reparto che si occupa dell'amministrazione di processi aziendali relativi a ordini di beni o servizi.
**Linkedin è un social network, principalmente utilizzato dai lavoratori per descrivere le proprie competenze e mettersi in contatto con le aziende:


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