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Voglio cambiare vita, vado in Brasile

Ho avuto la possibilità di conoscere la storia di Giulia che ha deciso di trasferirsi con la sua famiglia in Brasile. Ciao, presentati

"Ciao, mi chiamo Giulia, ho 36 anni e da circa un anno e mezzo vivo a Pipa (vicino a Natal, nel Rio Grande do Norte), una piccola città nel nord-est del Brasile. Al momento non lavoro, ma fino a poco tempo fa io e la mia famiglia avevamo una parte di proprietà di un ristorante italiano. Ora, da circa un anno, stiamo investendo nell'apertura di un'azienda che si occuperà della produzione di prodotti detergenti per la pulizia di vestiti, pavimenti, ecc..."

Di cosa ti occupavi in Italia?

"In Italia ero assistente alla poltrona in uno studio

dentistico, quindi una cosa totalmente diversa da quella che faccio attualmente."

Come mai la decisione di partire?

"Circa 10 anni fa io e mia madre siamo state in vacanza in Brasile e ci siamo innamorate. Nel frattempo un nostro caro amico di famiglia aveva deciso di trasferirsi li; in Italia la crisi già c'era e la situazione che si stava creando non era il massimo. Mia madre e suo marito decisero di partire, a quel punto anche io e mio marito abbiamo iniziato a pensarci su e alla fine ci siamo buttati."

Immagino tu abbia dovuto richiedere un visto, ricordi le procedure e quale tipo di visto hai  dovuto richiedere?

"La legge prevede una possibile permanenza nel paese di 3 mesi, dopodiché è necessario avere un figlio o un coniuge brasiliano, altrimenti un visto è d'obbligo. Quello per cui abbiamo optato noi è stato il visto di investimento; per richiederlo è sufficiente possedere un capitale economico e depositarlo in una banca statale. Dal punto di vista burocratico bisogna andare in Brasile e fare l'iscrizione alla loro anagrafe ufficiale, in Italia, invece, bisogna farsi rilasciare alcune documentazioni come il certificato dei carichi pendenti che certifichino che tu sia in regola e che non abbia precedenti penali. Se avete animali, è necessario che abbiano il passaporto e tutte le vaccinazioni possibili contro, ad esempio, la rabbia e la leishmaniosi che sono necessarie, più che altro, per un eventuale ritorno in Europa."

Com'è il posto e come sono le persone? In generale come va l'economia del paese?

"Il posto è bellissimo, un paradiso per i surfisti. Il nome della città, Pipa, significa aquilone ed è azzeccatissimo, infatti c'è molto vento e, di conseguenza, molte onde. Se mi permetti il termine è un po' la 'Milano Marittima' del nord-est del Brasile: luogo molto turistico e con un costo della vita relativamente alto rispetto al resto del paese. La vita che si conduce è totalmente differente da quella a cui si può essere abituati in Europa, i ritmi sono più rilassati e c'è tutt'altra concezione degli impegni lavorativi; i primi tempi rischi di arrabbiarti con tutti, ma poi capisci che alla fine loro hanno ragione e che bisogna godersi un po' di più la vita e prendersela con calma. Le cose cambiano se ci si sposta a sud verso Rio de Janeiro o Salvador de Bahia, dove si trovano una mentalità e uno stile di vita un po' più simili a quelli europei. L'economia è quella che è: la crisi sta arrivando anche qui. Purtroppo però, il problema non è relativo al sistema, ma al governo: si tratta di uno stato che non risparmia minimamente e che appena ha dei soldi in più li spende subito. Hanno un'altra concezione del denaro e di come spenderlo, rateizzano ogni cosa perfino gli occhiali da sole! Addirittura, molti ragazzi, al posto di andare a scuola, preferiscono andare a ballare la capoeira per strada per un po' di monete."

Del cibo che mi dici? Si mangia bene? Hai un piatto tipico preferito?

"Prima di tutto devi considerare che qui si fa molto protezionismo per cui tutto ciò che è importato ha dei prezzi folli a causa delle tasse, quindi se si vuole mangiare qualcosa che non sia pollo, riso o fagioli si deve spendere; l'unica eccezione è rappresentata dal pesce che per loro è considerato un cibo povero. Detto questo c'è una sorta di antipasto tipico del posto che mi piace molto ed è il caldo de camarao, una zuppetta a base di gamberi, che io adoro."

Cosa ti manca del bel paese?

"Come già anticipato, sicuramente il cibo! Poi anche l'alcool: qui non si beve nulla di diverso da birra, tequila e cachaça; il vino c'è, ma non ha niente a che vedere con quello italiano. Ultima, ma non per importanza, la cultura: in Italia fai due passi e ti trovi nel paesino medievale caratteristico con le sue relative sagre, attività varie, teatri, ecc... Qui tutto questo, come puoi ben immaginare, non c'è."

Dal punto di vista della criminalità com'è la situazione?

"Diciamo che io cerco di evitare manifestazioni ed eventi in generale in cui ci sia tanta gente perchè, generalmente, le persone tendono ad ubriacarsi e da li al tirare fuori la pistola, che qui in Brasile quasi tutti hanno, è un'attimo. Poi vabbè ogni tanto c'è il classico furto in casa, ma niente di trascendentale. Il vantaggio di abitare in un paese piccolo è che non ci sono grossi problemi di criminalità, almeno per il momento. L'unico fatto, di cui abbiamo sentito parlare,  è quello delle rivolte che avvengono in carcere qui vicino a Natal dove, spesso, molti detenuti scappano facendo buchi nel terreno vista l'assenza di pavimenti."

Cosa consiglieresti a chi vuole venire in Brasile?

"Per prima cosa consiglio di non partire con qualche migliaio di euro, sperando di venire qui e fare la bella vita, perchè non è così che funziona. Un'altra cosa che consiglio, se si vuole partire per cambiare vita, è quella di cambiare la propria mentalità, è necessario adattarsi altrimenti vivrai sempre male."



  Ringrazio Giulia per il tempo e la disponibilità. Il Brasile è un paese magico che ha tanto da offrire, se avete intenzione di andarci spero riusciate ad avere una prima idea di cosa fare per organizzare il tutto. E' stata la mia prima intervista ad una persona che vive oltreoceano e, sinceramente, mi ha entusiasmato scriverla, spero che leggerla vi possa dare le stesse emozioni. A presto

Valerio



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